International Osteopathic Academy

Scuola di Osteopatia by SwissAdvance
Società di formazione con certificazione internazionale:
ISO 29990:2010 Norma internazionale sui servizi di formazione e educazione non formali.
EN 16686:2015 Norma sull'osteopatia del Comitato Europeo di Normazione (CEN).

ISO 29990:2010 EN 16686:2015

tacchi alti

Osteopatia e tacchi alti, guardiamo sempre gli aspetti funzionali

Di Fabio Perissinotti D.O.
Direttore International Osteopathic Academy

Introduzione
Il piede umano è dotato di un architettura complessa e un elevato numero di ossa e articolazioni lavora in sinergia con muscoli, legamenti e fasce connettivali situati sia nel piede che nell’arto inferiore.
A livello biomeccanico si creano così sinergie ed equilibri perfetti, in grado di distribuire e ammortizzare le forze in gioco, permettendo una motricità bipede su terra davvero unica, precisa e nel contempo potente.
Il piede gioca un ruolo primario nell’intero equilibrio posturale ed è considerato nel suo insieme un vero e proprio recettore, tant’è che patologie e appoggi viziati sono motore primo di problematiche che si manifestano a distanza in ottica ascendente. Ogni percorso di educazione e rieducazione a livello motorio e posturale dovrebbe sempre tenere in massima considerazione il piede, sia nel sedentario che nello sportivo.

Evoluzione del piede
L’intero “sistema piede” si è evoluto in migliaia di anni affinché lavori scalzo con tallone e avampiede in linea. In queste condizioni i carichi sono in perfetto equilibrio sia a livello locale che a livello della catena ascendente.
Protezione e ammortizzazione sono garantiti da un adattamento progressivo che porta alla formazione di callosità e cuscinetti di grasso nell’ipoderma.
Occorre tenere in considerazione che la deambulazione in origine avveniva su terreni relativamente morbidi, di terra ed erba, e leggermente sconnessi. Questo, per altro, favoriva il rinforzo muscolare e lo sviluppo della propriocettività.
Oggi la disabitudine a camminare scalzi e la presenza di terreni piani e asfaltati orientano all’utilizzo di calzature protettive, possibilmente con un materiale in grado di dissipare le forze di impatto al terreno (ammortizzante ma non tanto da provocare “effetto rimbalzo”).

Il tacco
La presenza del tacco non ha alcuna ragione d’essere in quanto innalzare il retropiede comporta una distribuzione del carico irrazionale con sovraccarico articolare anteriore e netto accorciamento del sistema fasciale e muscolare sopratutto a livello della catena posteriore.
Tutto questo comporta manifestazioni disfunzionali e patologiche sia in loco che a distanza in quanto il sistema articolare, legamentoso, muscolare e fasciale del corpo è intimamente collegato e altamente integrato.

Rieducare prima di scendere dai tacchi
Nei soggetti abituati ad utilizzare regolarmente i tacchi, prima a questa tipologia di calzature è bene seguire un progetto rieducativo per riportare il sistema in condizioni ottimali all corretta deambulazione in piano.
In primis, ad esempio, sarà necessario ri-allungare le catene fascio-muscolari che si sono disadattate nel tempo.
Senza questa fase rieducativa il soggetto potrà lamentarsi del disconfort nel camminare con calzature prive di tacco e soffrire di problematiche come talloniti, crampi e infiammazioni.
I benefici di una tale rieducazione non tarderanno però a manifestarsi a livello del piede, delle anche e della colonna vertebrale.
A livello osteopatico sarà possibile intervenire sulla soluzione delle disfunzioni somatiche dell’articolazioni del piede, tibio-tarsica, tibio-peroneale, ginocchio, anche e colonna vertebrale.

Attenzione alle scarpe piatte
D’altro canto occorre prestare attenzione all’utilizzo di scarpe piatte e senza protezione plantare (tipo ballerine), che se da un lato permettono una camminata più fisiologica, dall’altro non tengono in considerazione che il piede non è adattato a camminare su terreni troppo duri come quelli asfaltati.
Attenzione deve essere posta anche alle calzature aperte posteriormente che costringono le dita del piede a “griffare” ad ogni appoggio per evitare scivolamenti in avanti.
Spesso questi problemi di infiammazione miotendinea del compartimento laterale della gamba si manifestano in estate, quando il soggetto passa dalle scarpe chiuse a scarpe aperte e/o a forma di ciabatta, che costringono appunto gamba e piede ad un lavoro di stabilizzazione supplementare.