International Osteopathic Academy

Scuola di Osteopatia by SwissAdvance
Società di formazione con certificazione internazionale:
ISO 29990:2010 Norma internazionale sui servizi di formazione e educazione non formali.
EN 16686:2015 Norma sull'osteopatia del Comitato Europeo di Normazione (CEN).

ISO 29990:2010 EN 16686:2015

Corso di linguaggio neonatale per osteopati – Prima parte

Corso di linguaggio neonatale per osteopati
(Fabio Perissinotti D.O., Direttore International Osteopathic Academy)

Prima Parte

Introduzione

Buongiorno, di seguito relazione originale in 3 parti, dal titolo:  Corso di linguaggio neonatale per osteopati.
La prima parte fa il punto della situazione, mentre nella 2°-3° parte oltre all’aspetto teorico sono indicati alcuni consigli pratici da applicare in studio con i piccoli pazienti.

Come osteopata pediatrico adoro trattare i neonati.
Credo che essere genitore mi abbia avvantaggiato con i piccoli pazienti, sia a livello relazionale che di “rapporto fisico”.
Avete mai provato a mettere un neonato nelle mani a chi non ha mai avuto figli? Ricordo la prima volta che mi misero tra le braccia la mia bambina….

Nel corso della mia formazione pediatrica ho sempre pensato che per lavorare con pazienti così speciali fosse necessario avere non solo nozioni tecniche (patologia, lesioni somatiche, ecc:) ma anche solide competenze circa l’aspetto relazionale del neonato e questo, purtroppo, è generalmente trascurato nei programmi didattici di formazione in osteopatia pediatrica.

Per curare è necessario in primis poter comunicare con il paziente e credo che per comprendere questo assunto basilare non sia necessario chiamare in causa la PNL e i numerosi studi oggi a disposizione riguardo l’aspetto di comunicazione tra operatore e paziente.

Proporrò quindi una serie di post inerenti il linguaggio sociale nel bambino e dedicati a chi è interessato ad approfondire l’argomento.

Il linguaggio sociale nel bambino

Anche se il comportamento del neonato a prima vista può sembrare piuttosto confuso e casuale non è così.
Tra le più evidenti “skills” del neonato fin dalle prime settimane vi sono le risposte sociali. Queste abilità hanno infatti un valore centrale di adattamento in quanto il neonato non essendo minimamente autonomo dipende al 100% da chi si prende cura di lui. La possibilità si comunicazione e espressività fin dall’inizio orienta i genitori affinché siano stimolati a curare il piccolo e soddisfare tutte le necessità.

Le modalità di comunicazione non sono univoche e possono dipendere da diversi fattori.
Per esempio, i prematuri o coloro che sono nati sotto peso hanno spesso comportamenti assai differenti rispetto ai nati a termine e anche tra quest’ultimi vi possono essere grandi differenze, persino tra gemelli omozigoti.

Le cause di queste diversità sono in realtà ancora misconosciute ma è certo che l’ambiente uterino nel quale si sviluppa il feto possono essere estremamente variabili.
Detto ciò mi capita spesso di avere a che fare con genitori spaventati dalla non normalità del comportamento del figlio. Il problema è che fanno riferimento ad una “normalità generalizzata”, sopratutto quando ci si riferisce al ritmo sonno-veglia e al pianto.
Abbiamo visto che i neonati sono vari e propri “piccoli individui” con il loro carattere, influenzabile esternamente e internamente e correlato ad origine uterina, per cui questo concetto di normalità, in assenza di patologie, andrebbe rivisto.

Già prima della nascita inizia la fase di relazione del piccolo con l’ambiente esterno ascoltando la voce materna, i ritmi quotidiani della madre, la sua tranquillità o i momenti di stress.
Sul finire della gravidanza, intorno alla 36ma settimana, anziano a insorgere i cicli attività-riposo.
Nella foto allegata sotto, nel diagramma 1, siamo alla 28ma settimana e lo stato di quiete e attività non è ancora definito.

Nel diagramma 2 (medesimo soggetto) è invece possibile notare come nel momento in cui il bambino inizia ad organizzare il proprio comportamento il ritmo calci-frequenza cardiaca siano coerenti.
Nella foto accanto è possibile notare come il bambino si relazioni e si adatti al mondo esterno abituandosi a stimoli rumorosi nel tempo.
Per esempio, la prima volta che suona il citofono la FC si innalza e il bambino si agita, ma le volte successive avviene un assuefazione e la FC non varia più.

E’ evidente come la capacità sociale di adattamento e la caratterialità abbiano inizio già in fase uterina e siano influenzati sia esternamente che dalle condizioni interne (qui si apre un interessante capitolo di approfondimento per noi osteopati).

Continueremo nei prossimi post questo interessante viaggio nella socialità del bambino e introdurremo dei consigli pratici da utilizzare nella pratica clinica quotidiana con i piccoli pazienti.


Scuola di Osteopatia: formazione clinica su paziente

Scuola di Osteopatia
UNA GIORNATA DI ADDESTRAMENTO CLINICO SU PAZIENTE REALE
La clinica rappresenta uno dei momenti fondamentali nella formazione professionale di un osteopata.
Qui con il nostro Responsabile formazione Clinica Filippo Tobbi D.O.
E’ in partenza la nuova formazione con certificazione Europea EN 16686
https://www.youtube.com/watch?v=eahfqJlWpz8

 


Legge dell’arteria di Still e circolazione linfatica

Legge dell’arteria di Still e circolazione linfatica.

La legge dell’arteria, ovvero della circolazione dei fluidi, fu enunciata da A.T. Still all’inizio del secolo scorso. Il “vecchio dottore”, come lo chiamavano affettuosamente i suoi allievi, era anche a conoscenza dell’importanza svolta dalla fascia nell’equilibrio omeostatico del corpo.

Oggi sappiamo che il sistema immunitario svolge la maggior parte delle proprie funzioni in ambito connettivale.
Sappiamo anche degli stretti e reciproci legami vigenti tra psiche, sistema nervoso, ormonale e immunitario.

In uno studio di Lisa M. Hodge, presentato nel 2012, è stato rilevato che una tecnica di pompaggio toracico di 4 minuti era in grado di attivare massivamente il sistema linfatico, generando 100 milioni di cellule in più da immettere nel torrente linfatico.

Ebbene, Still aveva visto lontano anche se gli studi in materia di fascia e sistema linfatico erano praticamente all’anno zero.

Bastano queste poche righe di riferimento per indirizzarci alla conferma dell’insegnamento di tecniche linfatiche in ambito osteopatico.

Hoge L.M.: Third International Fascia Research Congress, The effect of Lymphatic Pump treatment on Lymphatic and immune system, British Columbia, Canada, 2012.